Slide_home

Il mercante di nuvole

2015

Il termine della narrazione di questa favola bella che racconta la storia di questa avventura, in occasione di questa mostra, che festeggia i 50 anni di vita dello Studio65, ho deciso di rivelarvi il “mio segreto”, segreto che ho portato con me per 50 anni e che non voglio più nascondervi.

Oggi vi rivelo che il mio fare l’architetto per 50 anni è stata solo un’attività di copertura di quella che invece era la mia vera attività, che per un solenne impegno che avevo preso, dovevo tenere nascosta per 50 anni.

In realtà dal 1965 sono stato sempre e soprattutto un “Mercante di Nuvole”.

Sì, è proprio come avete capito: io ho prodotto, venduto e distribuito per il mondo, in questi 50 anni, le nuvole. E’ questa una storia che viene da lontano, e che vi voglio raccontare:

“ Era la primavera del 1965 quando in America attraversavo le praterie del Nord Ovest, alla ricerca di me stesso e del senso della vita, “on the road”, sulle tracce di Kerouac.

Per caso, in questo mio errare, incontrai un vecchio capo pellerossa. Mi invitò a fumare il narghilé, e con lui parlammo delle origini della vita e di come noi siamo parte della natura e dell’universo.

Ma quando stavo per accomiatarmi da lui mi volle confidare un segreto.

Egli e la sua tribù, ormai sterminata, detenevano, tra tutte le tribù pellerossa, il segreto della produzione e distribuzione delle nuvole nel mondo.

Segreto che si tramandava di generazione in generazione.

Ma non aveva più speranza di poterlo tramandare all’interno della sua tribù ormai estinta, e mi rese partecipe del suo grande dolore, al pensiero che se questo segreto non fosse stato tramandato, il mondo sarebbe diventato un mondo senza nuvole, un mondo arido senza pioggia, primo passo verso un mondo senza sogni, senza fantasia, senza emozioni, categorie la cui cancellazione avrebbe seguito a ruota la cancellazione delle nuvole.

Mi chiese, per il bene del mondo, di diventare il nuovo detentore di questo segreto. Accettai perché in quel momento capii che lì, dal grande vecchio, avevo trovato me stesso e capito il senso della vita.

Mi insegnò allora a come produrle, a parcheggiarle nelle praterie del cielo e a come inviarle nel mondo, utilizzando le autostrade dei venti che percorrono i cieli, a diverse quote, di cui egli mi diede una mappa dettagliata, frutto di millenaria esperienza.

Appena rientrato in Italia, fondai subito lo Studio65, come società di copertura, ed iniziai a produrre nuvole, distribuendole nel mondo.

Oltre a produrre le classiche, gli strati, i cirri ed i cumuli, con l’esperienza ho iniziato a produrre modelli speciali. Le nuvole dorate per tramonti romantici, solitamente commissionati da coppie innamorate, o quelle appena tinte di tenui colori rosati, per le albe attese da giovani amanti, al termine di notti d’amore. E poi, le nuvole giovani che percorrono galoppando come cavalli selvaggi le praterie dei cieli.

Ho conosciuto le procellarie che accompagnano gli eserciti per intimorire i nemici. Ho prodotto ed ispezionato le montagne di nuvole nei cieli tropicali che accompagnano la stagione della pioggia, piene di picchi e caverne, e poi i tappeti di nuvole per ricoprire le grandi estensioni della superficie del mondo.

Ho imparato a riconoscerne la voce, a decifrarne il linguaggio per comunicare con loro e guidarle a destinazione.

Ho scoperto che è falsa la credenza degli uomini stolti che credono che le nuvole non possano essere visitate ed ospitare in modo confortevole i visitatori.

Le nuvole possono essere cavalcate e con loro puoi volare lontano, o accomodarti nelle loro caverne, scivolare sui loro pendii, ruzzolare e saltare sulle loro morbide superfici. Ma ciò non è concesso a tutti.

Le nuvole non rivelano questo loro mistero a tutti, perché non vogliono essere invase da orde di turisti vociferanti in pick nic domenicali, o farsi imbrattare da lattine di birra vuote e sacchetti di plastica.

Esse rivelano questo privilegio soltanto a chi sa credere nei sogni come unica realtà ed è rispettoso dei silenzi e dei suoni della natura e dell’universo. Questa è la chiave che apre la porta del mondo delle nuvole.

Mi appassionai a questo commercio e lo gestii per 50 anni. Ma questo commercio, che definirei etico, ha un problema: “le nuvole si vendono a peso” e, trattandosi di un prodotto più leggero dell’aria, ogni volta che lo vendi, deve pagare chi vende.

Per 50 anni ho finanziato la produzione delle nuvole con l’attività di architetto, ma oggi ho deciso di finanziarle, preparando e vendendo un campionario/ catalogo che, essendo più pesante dell’aria, potrà finanziare questo commercio.

Ho infatti preparato una serie di tappeti che propongono una selezione di modelli di nuvole in diversi formati e diversi colori, che permettono così di piazzare gli ordini del prodotto reale che verrà poi recapitato in tutto il mondo.