1980

Arabian Chevron Compound

Complesso residenziale a Dariyah, Riyadh

Costruttore Center of Commerce and Contracting

Questo progetto è realizzato sul terreno di una antica fattoria sulle sponde del wadi che passa accanto alla città di Dariyah, città dalla quale ebbe origine la moderna storia dell’Arabia Saudita. La scelta di questa antica zona che fu dimenticata per decenni, nonostante fosse ricca di tradizioni, storia e bellezze naturali, rappresenta una scelta attenta a riscoprire i modelli culturali e le tradizioni locali che, dopo aver resistito per secoli a tutte le influenze straniere, sono ora fortemente messe in pericolo dal troppo veloce sviluppo avvenuto negli ultimi decenni. In questo ambiente: Il vecchio edificio di fango viene restaurato dando importanza alla tipologia originaria; il patio interno, il vecchio pozzo in pietra e il muro di cinta costruito in blocchi di fango vengono restaurati secondo le antiche tecniche costruttive.

La forma degli edifici nuovi ricorda senza retorica lo stile architettonico delle preesistenze; al piano terra i soggiorni e il pranzo e al primo piano le camere da letto, affacciano tutti sul patio centrale. La forma delgi edifici, l’uso di pergolati in legno, i muri traforati che dividono l’unità abitativa, il ricordo simbolico di una Musharabia, il camino centrale ecc., tutto sembra instaurare un dialogo con l’antica architettura dalla quale sono così distanti.

I materiali usati per le finiture sono stati intenzionalmente scelti tra i minerali umili, ma ricchi di qualità per la raffinatezza della lavorazione artigiana. Tutte le lavorazioni in legno, quali porte, musharabie, cancelli, architravi, armadi, persiane, sono state realizzate in cantiere con la costante collaborazione del progettista e dell’artigianato.

I pavimenti all’interno e nei patii sono in piastrelle di cotto, dal colore mai uniforme in apparenza, che cambia col tempo, invecchiando insieme alla casa e trattati a mano con olii vegetali. I muri divisori tra gli spazi privati e quelli pubblici sono in mattoni di cotto grezzi, che riproducono, con le loro sottili fessure, l’impressione di un antico sistema di ventilazione delle case di fango.

Le stanze sono raccolte intorno al patio centrale, delimitato da archi che reggono le scale esterne che portano al piano superiore. I muri esterni che affacciano sulla strada d’accesso sembrano delle grandi superfici bianche, interrotte solo da aperture quadrate; diventano un grande schermo sul quale il sole proietta quelle stesse immagini che rappresentano la vita in questo luogo, come l’ombra delle palme, o degli uccelli in volo, o le ombre a strisce dei pergolati di legni. I giochi dei raggi del sole cambiano continuamente il loro aspetto, a ogni ora del giorno in ogni ora dell’anno, in una costante interrelazione con la natura.

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