Architettura

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Così, per realizzare questo sogno, sull’esempio di Peter Pan, si costruirono una loro isola felice e la chiamarono Studio65. Questi giovani erano anche pittori e dipingevano quadri dai forti colori; discutevano della liberazione dell’uomo e del mondo delle catene dell’oppressione; amavano, come tutti i giovani, a tal punto la vita da essere pronti a lottare per costruire un mondo più giusto, dove ogni forma di espressione artistica trovasse spazio e apprezzamento.

Amavano la Pop Art americana, i film del New American Cinema, la Nouvelle Vague francese, l’Avanguardia italiana, Carmelo Bene, Ionesco, Beckett e il Living Theatre; ascoltavano la musica rock, il jazz; leggevano Majalovskij, Marcuse, Montale, Asor Rosa, Tafuri e Simone de Beauvoir.

Non era un caso che a questi giovani il mondo dei “grandi”, con la sua ipocrisia, il suo perbenismo, il suo opportunismo, stesse molto stretto, soprattutto se veniva imposto negli atenei, come in ogni istituzione della società civile, con arrogante autoritarismo. Accadde così che, quando gli studenti-formiche dichiararono guerra alle istituzioni-pachiderma, lo Studio65, nato da appena due anni, era già lì, pronto a dare il suo contributo per cambiare il mondo. Attivo nell’università, portò all’interno dei gruppi in cui lavorava un atteggiamento progettuale critico: non più una architettura propositiva, ma una architettura come strumento di denuncia, di dissacrazione, di sbeffeggiamento ironico.

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1998

Bosforous linear park

Lo scopo del progetto è di convertire in un parco lineare una lunga striscia di costa, oggi degradata.

Il parco proposto si sviluppa in lunghezza, per alcuni chilometri, e rappresenta un viaggio da nord a sud, lungo la costa, in modo che il visitatore compia un’avventura interessante.

Lungo il parco, come nastri, si snodano due diversi sentieri: uno per i pedoni (passeggiate oppure jogging) e uno per le “golfcart” e i trenini per i bambini.

Questi due percorsi guidano il visitatore attraverso laghi e fontane, cascate, foreste di lucciole animate dal suono di campanelle mosse dal vento, su torri belvedere e osservatori astronomici, attraverso zoo, acquari, gazebi, colline per gli aquiloni e all’interno del museo virtuale della Cultura di Istanbul, fino alla fine del viaggio dove è possibile godersi il tramonto sul colle.

I percorsi si muovono su e giù, attraversandole strade su ponti o tunnel, offrendo al visitatore spettacoli sempre nuovi.

L’intero spazio sarà piantato ad alberi, con luoghi di sosta in cui sedersi, spazi per il gioco dei bambini, ristoranti con rotonde sul mare, moli e club houses per velisti e divers.

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