1971

Capitello

Poltrona in poliuretano espanso, verniciato con lattice di gomma guflax, produzione Gufram

“La grande colonna verrà costruita, se non da noi, ma verrà costruita.” Adolf Loos

Il passato non ci appartiene. E’ forse la riserva di caccia di storici ed archeologi. Noi siamo soltanto “architetti operanti”, e del passato ci interessa e conosciamo (si fa per dire) soltanto ciò che, ancora presente, entra in rapporto con noi; pertanto se quest’oggetto domestico, dal capo reclinato, grembo materno fatto poltrona, ha una lontana parentela con un capitello ionico, essa è mediata da presenze assai più recenti.

E’ forse un capitello ionico abbandonato sull’Acropoli di Atene che accoglie il sedere del turista stanco di mitragliare fotografie? (reperto archeologico). E’ il Capitello tratto da un film di Ursus nella valle dei Ciclopi? (mera suggestione formale). E’ il Capitello trovato sulla bancarella degli oggetti ricordo fatto a stampo in resina e pasta di marmo? (moderno prodotto di serie per l’industria turistica). E’ il Capitello stampato sul libro di storia dell’architettura? (pura immagine, valore culturale). E’ il capitello catalogato dal Vitruvio o scalpellinato dal Palladio? (puro codice/valore consolidato). E’ il Capitello della Tuilleire a Parigi? (rappresentazione retorica). E’ il Capitello che mi ricordo scolpito in legno sulla libreria neoclassica dello studio di un vecchio avvocato? (decorazione come elemento di distinzione sociale).

…O forse è la sovrapposizione di tutte queste immagini sedimentate nella memoria, generanti un nuovo oggetto, macroscopicizzato, privato di tutte le sue passate funzioni possibili, proiettato in un contesto diverso, segno di pura coscienza critica?

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