1988

The Dream House in Bahrein

Progetto di una casa fantastica, una “dream house”, sul mare destinata a feste ed eventi per il figlio dell’emiro del Bahrein.

E’ progettata come una grande nuvola che si rispecchia nelle vaste piscine che la fronteggiano e degradano fino al mare, dove si interfacciano con una laguna ed una isoletta che protegge il porticciolo dai flutti.

 

Nel 1988 fummo invitati a Bahrain, negli Emirati Arabi per progettare una residenza sul mare per Rashid, il figlio dell’Emiro.

Il luogo in cui doveva sorgere la villa era una lunga spiaggia sulla barriera corallina, limitata da grandi palmeti. Il vecchio porto, il souk, l’attività frenetica dell’isola, ci affascinarono.

Il fatto che il cliente, al di là della elencazione degli ambienti, non ci avesse condizionato nella scelta delle soluzioni architettoniche, ma ci avesse solo chiesto di progettare una “dream house” dedicata all’intrattenimento e al divertimento, fu per noi occasione per una nuova riflessione progettuale.

Abbandonate le geometrie degli assi ortogonali, decidemmo quindi di avventurarci in una più libera composizione di spazi aperti e continui, basati sull’introduzione di uno schema triangolare che consentiva di utilizzare liberamente contorni circolari, pur mantenendo assi visuali, punti focali, proporzioni.

La villa è adagiata tra, le palme, sul dorso della collina prospiciente il mare. Il tetto, realizzato in soletta sottile, è come una tela scossa dal vento. Per entrare nell’edificio si passa sopra una lingua di luce che si immerge, attraverso un portale di ingresso, in una cascata semicircolare alta quanto tutto il fabbricato.

All’interno, di fronte all’ingresso, il salone delle feste degrada verso la piscina con una serie di palchetti per l’esibizione di danze orientali, fra cui scorre un corso d’acqua, coperto di lastre di cristallo, che raggiunge la piscina e diventa fonte di luce per la sottostante discoteca.

 

 

 

 

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